La prima volta che ci siamo incontrati per parlare del Creberg Teatro era una
caldissima giornata del Luglio 2006, proprio come oggi.
Eravamo tutti pieni di auspici e di speranze e la platea che ci ascoltava,
nella sala Traini del Credito Bergamasco, era pronta a giudicarci per quello
che avremmo fatto da lì in avanti.
Da quel giorno sembra passato tanto tempo per tutto quello che è successo,
per i tanti spettacoli visti e per le tante parole spese per giudicare, spesso
positivamente a volte in maniera critica ma pur sempre costruttiva, l’attività
del Creberg Teatro.
La prossima sarà la terza stagione di programmazione e se nella seconda
la difficile conferma attesa dopo una prima stagione ricchissima di soddisfazioni
è puntualmente arrivata, ora ci troviamo alla vigilia della annata che
dirà a tutti noi se il lavoro fatto ha trovato una sua definitiva riconoscibilità.
Di certo le parole dell’Assessore Fusi, che hanno recentemente sottolineato
come l’avvento del Creberg Teatro abbia reso completa la proposta teatrale
della città completando la “storica” stagione del Teatro
Donizetti e ponendo Bergamo fra le piazze italiane al vertice per offerta di
spettacoli, ci hanno fatto capire che il nostro lavoro andava nella giusta direzione.
Abbiamo la presunzione di pensare che il cartellone che oggi viene presentato
offra uno spaccato significativo di quanto di meglio il teatro popolare, o “pop”
come piace chiamarlo a noi, possa proporre in questo momento: oltre trenta titoli
in programma fra musical, family show, balletti e grandi interpreti della scena.
Tutto questo lavoro è stato fatto con l’intento, mai venuto meno,
di offrire al pubblico, ogni qualvolta si aprirà il sipario, quell’inconfondibile
e irrinunciabile emozione che solo il “Teatro” con la sua provocazione,
la sua atmosfera e la sua forza di comunicazione sa offrire.
Il Teatro serve a vivere meglio, serve a capire la vita, a volte ne è
metafora stessa.
Diceva Arthur Schopenhauer: “nella fanciullezza la vita ci si presenta
come uno scenario teatrale visto da lontano; nella vecchiaia come il medesimo
scenario visto da molto vicino”.
Divertitevi!
Paolo Scotti
Direttore Artistico Officine Smeraldo